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10 designer da tener d’occhio dalle migliori scuole di moda di tutto il mondo


Laurearsi nel 2020 poteva diventare la conclusione sconfortante a anni di studio in design di moda. Una tappa fondamentale e, in alcuni casi, un momento decisivo della propria carriera, le collezioni di laurea potevano finire per essere cancellate ovunque ma invece che riporre le forbici da sartoria e modellistica, questi giovani talenti pieni di entusiasmo hanno continuato a creare. 

Dal Central Saint Martins di Londra al Bunka Fashion College di Tokyo, Vogue si è imbarcato in un tour virtuale delle scuole di moda più prestigiose al mondo per conoscere 10 talenti emergenti e scoprire quali siano le loro speranze per il settore moda in tempi così critici.

Courtesy of Yasmina Atta

1. Yasmina Atta, 23 anni, Nigeria 
BA (Laurea triennale) in Moda donna al Central Saint Martins di Londra

Come descriveresti la collezione?

“Intitolata ‘Kosmos in Blue’, la mia collezione ruota attorno ad un personaggio ibrido, che è per metà di fantasia e per metà ispirato al folklore africano, il quale incarna il surreale e abbina misticismo e futurismo. Cito l’opera dell’artista afro-americana di assemblage, Betye Saar, e il regista senegalese Djibril Diop Mambéty e utilizzo tecniche moderne e materiali tradizionali”.

Hai un capo preferito?

“Le ali in pelle motorizzate. Rappresentano molte delle mie idee ma sono anche piuttosto giocose. Certa gente non sa che significato attribuirgli e questo elemento di stranezza è per me importante. Chiedersi come mai qualcosa esista e quale sia la sua origine è un interrogativo che si inserisce in quello che è il mio obiettivo di unire passato e presente”.

Cosa ti auguri per il futuro del mondo?

“Che continuiamo a riflettere e diventiamo ancora più consapevoli delle ingiustizie sociali e del razzismo sistemico. E che il dialogo che sta avvenendo online si sposti sulla vita reale, specialmente nel settore moda”.

Courtesy of Sohee Park

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Courtesy of Sohee Park
Sohee Park

2. Sohee Park, 24 anni, Corea del Sud
BA (Laurea triennale) in Design di moda e marketing al Central Saint Martins di Londra

Parlaci della storia che ha ispirato la collezione.

“Si ispira al concetto di una ragazza che si trasforma in una giovane donna, il tutto con parallelismi alle mie esperienze di donna e artista. Ho creato cinque abiti couture a casa durante il lockdown: hanno stampe vivaci, linee voluminose, lunghi strascichi preziosi e gabbie in crinolina”.

Hai un capo preferito?

“Il bolero blu con fiori 3D e l’abito a sottoveste nero. Ci sono voluti mesi per sviluppare le ampie forme a fiore e ogni petalo è stato creato e posizionato con estrema cura. Ho impreziosito il bolero con paillettes e cristalli in modo che, quando la modella si gira, scintillino come gocce di pioggia”.

Che progetti hai per il futuro?

“Sto lavorando a nuove collaborazioni che verranno lanciate verso fine anno. L’obiettivo sarebbe quello di fondare un mio marchio specializzato in demi couture”.

Courtesy of Scarlett Yang

3. Scarlett Yang, 24 anni, Hong Kong
BA (Laurea triennale) in Moda donna al Central Saint Martins di Londra

Come ci si sente a laurearsi durante una pandemia?

“Quando hanno annunciato che il college avrebbe chiuso e che le sfilate di fine anno sarebbero state annullate, ero sconvolta. Ma l’umore poi è cambiato in fretta quando ho sentito che ci sarebbe stata una presentazione digitale. Lavorare a stretto contatto con la tecnologia mi fa sentire che sto contribuendo ad un cambiamento positivo”.

Cosa ha fatto da forza trainante per i capi che hai creato?

“Lo scopo era creare un sistema circolare in cui i capi crescono e si decompongono. Abbinando design biodegradabili, costruzioni digitali e una simulazione generativa in 3D, gli indumenti evolvono in maniera graduale e organica”.

Come hai ottenuto questo risultato finale?

“La maggior parte dei tessuti che utilizzo è composta da estratti d’alga marina e proteine del bozzolo di seta provenienti da scarti di produzioni industriali della seta. Siccome la collezione è progettata per decomporsi, i materiali sono interamente biodegradabili e non contengono alcuna sostanza chimica o plastica”.

Courtesy of Annemarie Saric

4. Annemarie Saric, 24 anni, Austria
MA (Master) in Moda all’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa

Parlaci della collezione.

“Volevo che i capi avessero la rigidità e la lucentezza di una macchina. Ho pensato agli abiti come a tubi, approcciandoli come forme geometriche, per poi creare una versione minimalista”.

Qual è il tuo look preferito?

“L’abito cocoon in latex. Si ispira alla pubblicità ritoccata di una macchina giapponese. Mi piace il suo aspetto iperrealista”.

Con quali sfide ti sei scontrata per creare questa collezione durante il lockdown?

“Si è trattato di trovare modi diversi di presentare e documentare la collezione. Fortunatamente ho potuto lavorare assieme al mio amico fotografo Lee Wei Swee, che ha creato uno splendido video dei miei capi”.

Courtesy of Julia Ballardt
Courtesy of Julia Ballardt

5. Julia Ballardt, 27 anni, Germania
MA (Master) in Moda all’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa  

Come ci si sente a laurearsi durante una pandemia?

“Alcune porte potrebbero essersi chiuse ma se ne sono aperte molte altre. È il momento e l’opportunità perfetta per iniziare qualcosa di nuovo, ben pensato e autentico”.

Cosa ha ispirato la collezione?

“La cultura punk e il suo approccio filosofico di collezionare ricordi sul capo. Ho sperimentato con diverse tipologie di stampa e altre tecniche, tra cui i bottoni ricoperti di resina”.

C’è un capo che preferisci?

“Avevo uno splendido tappeto Gobelin nel mio studio che mi aveva dato un amico. Mentre ero alla ricerca di tessuti e materiali durante il lockdown, sembrava solo avesse atteso questo momento per essere trasformato in un cappotto”.

Courtesy of Itsuki Ogu & Mana Sudo

6. Itsuki Ogu, 23 anni e Mana Sudo, 21 anni, Giappone
BA (Laurea triennale) in Moda al Bunka Fashion College di Tokyo

Come mai avete scelto di collaborare e qual è l’aspetto che vi è piaciuto di più di questa esperienza?

“Durante il nostro ultimo anno, abbiamo collaborato a diversi progetti. Ci sono silhouette voluminose e lavorarci assieme ci è stato di grande aiuto: ha migliorato il lavoro ed è stato divertente fare nuove scoperte. Inoltre, a collezione conclusa è stato molto bello poter condividere la sensazione di aver realizzato qualcosa”.  

Raccontateci della collezione.

“Il titolo del progetto è ‘Addled Plant’ e si ispira al ciclo di vita di un fiore, di una creatura vivente che continua a crescere in un ambiente. Utilizzando un libro di illustrazioni di semi, abbiamo studiato nuove silhouette e le abbiamo trasformate in sei look”.

Cosa vi augurate per il futuro del mondo?

“È finita l’era dell’individuo. Il futuro è all’insegna dello spirito collaborativo. Abbiamo lavorato alla nostra collezione da team durante le limitazioni causate dal Covid-19 e ci ha fatto sentire più forti”.

Courtesy of Yusuke Sadohara

7. Yusuke Sadohara, 21 anni, Giappone
BA (Laurea triennale) in Moda al Bunka Fashion College di Tokyo

Parlaci della collezione.

“L’idea viene da Prop Hunt del videogioco online Fortnite, dove lo scopo è creare abiti che mimino altri oggetti. Per esempio, c’è una giacca smontabile con un’ampia tasca sulla schiena. I dettagli ripiegabili sulla spalla destra fanno in modo che si possa trasformare in una borsa”.  

Questi ultimi mesi sono stati piuttosto duri. Come li hai superati?

“È importante pensare positivo, rimanere connessi agli altri e prendersi cura del proprio benessere psicologico. Quando crei ti dimentichi della solitudine. Avere uno scopo e comunicare con gli amici online mi ha aiutato molto”.

Cosa ti auguri per il futuro della moda?

“Questo periodo di riflessione ha messo in luce nuovi metodi di presentare la moda. Ha incoraggiato la gente a pensare più sostenibile”.

Courtesy of Rai Langlois

8. Rai Langlois, 22 anni, USA
BFA (Laurea magistrale) in Moda alla Parsons School of Design di New York

Parlaci della collezione.

“‘Afternoon Delight’ è all’insegna della libertà, della fisicità e della sensualità dei capi. Mi interessano gli elementi emblematici della cultura giovanile americana e la sessualità e desidero presentare una prospettiva nuova di questi ricordi familiari così confortevoli”.

Hai un look preferito?

“Si tratta di un paio di jeans ricondizionati con giacca in coordinato. È un look che rappresenta al meglio la mia filosofia in quanto accentua le caratteristiche del corpo indipendentemente dal genere preservando, al contempo, una certa familiarità tramite gli elementi classici dello sportswear americano”.

Che progetti hai per il futuro?

“La vita dopo la laurea è incerta per tutti, quindi credo sia importante che i giovani creativi non limitino le proprie possibilità ad un solo percorso professionale”.

VOGUE UK X G.A

Courtesy of Grégory Assad

9. Grégory Assad, 21 anni, Martinica
BA (Laurea triennale) in Moda donna presso l’Istituto Francese della Moda (IFM) di Parigi  

A cosa si ispira la collezione?

“Alla mia passione per il drappeggio e all’idea di creare un nuovo glamour con silhouette miste e senza genere. Mi sono ispirato in parte al fotografo maliano Malick Sibidé e allo scultore astratto americano John Chamberlain.”

Qual è il tuo capo preferito e perché?

“Il cappotto lungo e svasato in lana e madras di seta. È molto personale e importante per me perché vengo dalla Martinica. Il Madras è un tessuto in cotone utilizzato di norma per il costume tradizionale noto come la grande robe.”

Che progetti hai per il futuro?

“La prossima tappa è il Master in Moda donna all’IFM. Dopodiché, mi auguro di poter entrare a far parte del LVMH Prize o del Festival Internazionale di Hyères.”

Courtesy of Claire Barreau

10. Claire Barreau, 21 anni, Francia
BA (Laurea triennale) in Moda donna presso l’Istituto Francese della Moda (IFM) di Parigi

Parlaci della collezione.

“Mi sono ispirata alle favelas di Rio de Janeiro, dove i colori brillanti coesistono assieme al grigio delle strade. Ho creato i capi a partire da abiti vecchi, scarti di stoffe e oggetti quotidiani come tubi di biciclette, filo e gomma”.  

Con che sfide ti sei scontrata durante la lavorazione?

“Ho dovuto innovare e trovare soluzioni con ciò che avevo a disposizione attorno a me”.

Cosa ti auguri per il futuro della moda?

“Ci deve essere un’evoluzione nel consumismo verso abitudini d’acquisto più consapevoli. Vorrei che le collezioni si ispirassero non ai trend ma alla visione personale di ogni designer”.