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Beyoncé: il potere di un'attivista per il cambiamento


Beyoncé, 38 anni, ci ha dimostrato la sua genialità fin dall’uscita di No, No, No delle Destiny’s Child nel 1997, e in occasione dell'uscita di Black Is King – il nuovo visual album ispirato a Il Re Leone su Disney+ dal 31 luglio – è evidente che il suo potere sta tutt’altro che diminuendo. Nel 2014, è stata al vertice della lista di Time magazine dei personaggi più influenti e nel 2018 il programma della BBC Radio 4 Woman’s Hour l’ha nominata donna più potente della musica. Tra le sue hit, Formation, If I Were a Boy, Crazy In Love, Baby Boy e molte, molte altre.

Nel suo ultimo decennio di carriera, Beyoncé è entrata sempre di più nella sfera politica, trasponendo le ideologie di scrittrici come Chimamanda Ngozi Adichie e Audre Lorde nei suoi video musicali. La veemenza delle sue posizioni più esplicite degli ultimi anni è stata oggetto sia di celebrazione che di critica. Ma, da qualsiasi parte stiate, ecco le nove ragioni per cui i 23 anni di carriera della superstar sono socialmente, politicamente e culturalmente rilevanti e perché la cantante ha acquisito un potere enorme come attivista per il cambiamento.

1. Non smette mai di evolversi

È facile dimenticare che Beyoncé è passata attraverso numerose iterazioni durante la sua vita pubblica. L’era di Queen Bey ha coperto per ora tre decenni e la star ha brillato dalla sua prima girl band, le Girl’s Tyme, in mimetica durante gli anni di Survivor con le Destiny’s Child, fino ad arrivare quella performance al Coachella nel 2018.

Con gli anni, si è evoluta anche la sua personalità, da adolescente timida fino ad arrivare a ringraziare una presentatrice per aver puntualizzato che comunque, lei era Beyoncé, le sue shade compilation su YouTube sono ormai un genere a sé. Non ci stanchiamo mai neanche dei video buffi delle Destiny’s Child, come quello in cui viene chiesto loro in quale animale si trasformerebbero, se potessero (Beyoncé aveva scelto una balena, per vostra informazione, un attimo prima di gelare con lo sguardo Michelle per una battuta spinta).

2. Innova sempre

Nel corso della sua carriera, Beyoncé ha essenzialmente sparigliato le carte in molti modi. Nel 2013, è stata ampiamente riconosciuta come la pioniera dell’ ‘album drop’ quando ha fatto uscire il suo quinto disco, Beyoncé, senza annunciarlo. Abbiamo tutti perso la testa. Una dissezione del suo matrimonio con Jay-Z, questo album raffinato e sensuale era anche una più aperta e personale celebrazione della sua sessualità. Il disco ha anche lanciato nel mainstream l’idea del ‘visual album’ – ogni singola canzone era accompagnata da un cortometraggio.

Il suo approccio alla musica è incredibilmente stratificato. Homecoming di Beyoncé è stato ribattezzato dai critici del New Yorkergesamtkunstwerk’, o un’opera ‘totale’, che comprende musica, arti visive, teatro, spettacolo, danza, ecc. Come si è visto al Beychella, la Sig.ra Knowles ha iniettato innovazione, energia, spettacolo e politica nella performance live - ogni pausa era un cambio di arco narrativo, costumi e coreografia.

3. Ha una fanbase devota

La star si è costruita una fanbase fedelissima nel corso degli anni. Nel 2011, i più infervorati tra i fan si sono ribattezzati ‘BeyHive’ e hanno presto mostrato di essere una forza su cui può contare. È a causa loro che procurarsi dei posti ai suoi concerti è quasi impossibile: nel 2016, l’annuncio del tour di Formation ha fatto collassare il sito di B prima di vendere un milione di biglietti in 48 ore.

Quello del 2013 The Mrs. Carter Show World Tour è stato il più grande successo di tutti i tempi. Il gruppo di superfan si è dimostrato davvero tosto, specialmente rispetto alle critiche. Nel 2015, Kid Rock ha fatto la scelta infelice di criticare la musica e l’aspetto della star (dichiarando: “Per me Beyoncé non ha ancora una fottuta Purple Rain”) e gli Hive si sono immediatamente avventati sui suoi canali social, inondando le sezioni dei commenti con infiniti emoticon di api. Per tormentare ulteriormente il cantante rock, i fan si sono segnati la data e, da quel momento, hanno reso l’infestazione di api social un affair annuale. I critici della Regina vengono spesso avvertiti con un “non far arrabbiare i BeyHive”.

4. Impegno politico e sociale

Bey ha dimostrato di non aver paura di affrontare questioni sociali e politiche. Nel febbraio 2016, la star ha pubblicato Formation, una canzone in cui Beyoncé riconosce e celebra esplicitamente la blackness con testi come, “Mi piacciono i miei baby hair e i miei capelli afro / Mi piace il mio naso negro con le narici Jackson Five”. Il video della canzone, che ha vinto un Grammy come Miglior Video Musicale, faceva riferimento anche all’uragano Katrina e alle proteste di Ferguson.

Beyoncé esegue la canzone dal vivo al Super Bowl 50 Halftime Show il giorno dopo l’uscita, accompagnata da ballerini con capelli afro e berretti delle Pantere Nere, in chiaro supporto al movimento Black Lives Matter. “Il contro della canzone è ricordarci che la giustizia economica è una componente chiave del processo di liberazione”, ha twittato l’attivista per i diritti civili DeRay McKesson dopo la performance.

5. Fama e ricchezza senza precedenti

Nell’anno 2020, Beyoncé è una delle artiste più riconosciute al mondo. Ed, essendo una delle celebrità più pagate del pianeta, con una manciata di Grammy, case da milioni di dollari e una linea di abbigliamento che porta il suo nome, il suo valore è stimato per 400 milioni di dollari.

Certamente, l’approccio della cantante al denaro le è valso anche delle critiche: nel testo di Formation ci sono espressioni come “la migliore vendetta è quello che hai”, e in un articolo molto critico su Lemonade l’attivista e autrice Bell Hooks descrive l’album come una “macchina da soldi capitalista allo stato puro”. Questo ha portato molti fan anti-razzisti a chiedersi: come influisce la ricchezza della star sulla sia visione politica?

6. Filantropia

Non tutti i soldi dell’artista, o quelli del marito Jay-Z, anche lui miliardario, restano a ingrassare i loro conti in banca. Queen Bey ha spesso tirato fuori il portafoglio nei casi di crisi sociali e disastri. Ha creato la Survivor Foundation nel 2005 con la compagna di Destiny’s Child Kelly Rowland in risposta all’uragano Katrina, e durante la pandemia ha donato 6 milioni di dollari a servizi di salute mentale.

Ha inoltre creato un ente di beneficienza a suo nome - BeyGOOD — che, tra le altre cose, offre borse di studio universitarie, acqua potabile per comunità all’estero, test e assistenza per il coronavirus. Ha anche due borse di studio a suo nome. Come riconoscimento di questo lavoro, Beyoncé ha ricevuto il BET Humanitarian Award nel 2020.

7. Creare piattaforme per la cultura e la storia dei neri

Un aspetto rilevante della performance di Beyoncé al Coachella, che ha definito la sua carriera, immortalato nel documentario making-of Homecoming, è la quantità di accenni a scrittori, studiosi, musicisti e attivisti neri. Lo spettacolo torna più volte sul tema delle università storicamente nere e sull’importanza di un’istruzione condotta dai neri, e fa riferimento al lavoro di scrittrici femministe nere tra cui Chimamanda Ngozi Adichie, Audre Lorde e Maya Angelou.

Beyoncé backstage at Coachella, 2018.
Beyoncé backstage at Coachella, 2018.
Courtesy of Parkwood Entertainment

Per quel che riguarda la musica, si trovano pezzi di storici artisti neri, da Sister Nancy a Frankie Beverly, remixati e rielaborati negli accompagnamenti. Il tutto pare in linea con il crescente impegno dell’artista nelle questioni sociali – dopo tutto, il riconoscimento del contributo delle persone nere alla cultura e alla storia, è un atto politico.

8. Il potere comporta grandi responsabilità

Se da un lato è stata elogiata per il modo in cui ha incorporato la blackness al suo lavoro, dall’altro è stata messa sotto attento scrutinio. Circa il nuovo disco Black Is King, alcuni membri della diaspora africana hanno espresso preoccupazione sull’eventualità che il visual album possa potenzialmente offrire una rappresentazione sbagliata della cultura africana.

Lo user di twitter @kayechukwu ha descritto alcune immagini dell’album come un “Wakanda nonsense”, sottolineando che l’Africa è un continente molto diversificato composto da 54 paesi. “Beyoncé è un’artista straordinaria, ma c’è da puntualizzare”, dicono. Altri hanno sottolineato anche che l’album non arriverà sugli schermi del continente nero e che la star non si esibisce in Africa.  

9. Un’etica del lavoro incrollabile

A 38 anni, Beyoncé Giselle Knowles-Carter ha tre figli, è attiva da più di due decenni e le sue attività non accennano a diminuire. Infatti, sta intensificando il suo lavoro. Abbiamo citato il Beychella nel 2018: nel 2019 ha prodotto Homecoming, in cui racconta come ha iniziato le prove appena dopo aver partorito due gemelli. Quell’estate è apparsa nel ruolo di Nala nel remake Disney de Il Re Leone la cui colonna sonora è uscita come album. Quest’anno ha registrato nuovi record, tra cui il remix primo in classifica di Savage, di Megan Thee Stallion e il singolo uscito per Juneteenth Black Parade, i cui profitti sono stati devoluti al Black Business Impact Fund del suo ente BeyGOOD.

Beyoncé and Tina Knowles-Lawson in Houston, Texas, with BeyGOOD post-Hurricane Harvey relief in 2017.
Beyoncé and Tina Knowles-Lawson in Houston, Texas, with BeyGOOD post-Hurricane Harvey relief in 2017.
Courtesy of Parkwood Entertainment

Parallelamente al singolo, Bey ha pubblicato una directory online di esercizi commerciali di proprietà di persone nere che ha chiamato the Black Parade Route e il giorno della festa della mamma ha percorso le strade di Houston con sua madre Tina Knowles, per aiutare la comunità afro-americana a ottenere i test per il Covid-19. Oltre a questo, ha fatto pressioni sul governatore del Kentucky per l’arresto degli assassini di Breonna Taylor, è stata premiata dal BET e ha partecipato con i BTS al discorso agli studenti laureandi del 2020 del presidente Obama.

Che siate membri certificati dei BeyHive o che non crediate nella divina, l’influenza culturale di Beyoncé non si può mettere in dubbio. È una delle musiciste più importanti di una generazione.

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L’album di Beyoncé ispirato al Re Leone, Black Is King, è uscito 31 luglio 2020