Looking For Fashion?




L'Affare della collana: la storia della truffa a Maria Antonietta


L'Affare della Collana è il più celebre scandalo della corte Francia, ai danni della regina Maria Antonietta

Versailles è oggi uno splendore architettonico nelle cui sale ci si perde fra pareti di specchi, baldacchini in broccato color oro liquido e sculture di Diana Cacciatrice il cui dinamismo invita gli ospiti a salire le scale verso piani di meraviglie. Nel Settecento, Versailles è un microcosmo di politica e intrigo, di rituali di convenzione, sussurri e pettegolezzi, dove un sguardo di troppo, una parola mancata, equivale alla rovina. L'universo aristocratico creato da Luigi XIV è il luogo di adozione di Maria Antonietta, è la proiezione dei suoi capricci, la leva che dà origine al declino suo e dell'Ancien Régime. Molti, troppi, gli scandali e le parole attribuitegli - niente brioche, è ormai risaputo - ma uno spicca su tutti: l'Affare della Collana.

Marie Antoinette, Regina di Francia, con gli abiti dell'incoronazione, Jean-Baptiste Gautier Dagoty, 1775.

Marie Antoinette, Queen of France, in coronation robes by Jean-Baptiste Gautier Dagoty, 1775. Maria Antoinette 1755 - 1793)

Marie Antoinette, Regina di Francia, con gli abiti dell'incoronazione, Jean-Baptiste Gautier Dagoty, 1775.
Getty Images

Avvenuto negli anni Ottanta del XVIII secolo, l'affaire du collier viene considerato da molti storici come la scintilla della Rivoluzione, la goccia che fa traboccare il vaso dell'insoddisfazione popolare e del malcontento nei confronti dei reali e della regina in particolare. Tre gli ingredienti principali del più grande scandalo di Francia: una collana di diamanti di immenso valore, una corrispondenza epistolare falsamente attribuita a Maria Antonietta e una nobile decaduta alle prese con la scalata sociale. A orchestrarlo è Jeanne de Saint-Rémy de Valois, contessa de La Motte e discendente di Enrico II di Francia. Il suo piano è quello di sfruttare l'inimicizia fra Maria Antonietta e il Cardinale di Rohan per arricchirsi e guadagnarsi i favori della corte.

Ritratto di Marie Antoinette, Elisabeth-Louise Vigee-Le Brun, 1778.

Marie Antoinette

Ritratto di Marie Antoinette, Elisabeth-Louise Vigee-Le Brun, 1778.
Getty Images

Nel 1784, Jeanne de La Motte entra in contatto con il Cardinale di Rohan, un tempo ambasciatore francese a Vienna, reo di aver beffeggiato apertamente in patria Maria Teresa d'Asburgo, sovrana austriaca nonché madre di Maria Antonietta, che non tarda a mostrare il suo disdegno e la sua antipatia. Quando Rohan intraprende il percorso per diventare Primo Ministro, i favori della regina sono indispensabili e a prometterglieli è proprio Jeanne de La Motte. Fingendosi intima confidente di Maria Antonietta, la contessa inizia una fitta corrispondenza con un ingenuo Rohan, cui manda lettere cariche di sincero dispiacere e intrise di un'accesa passione. La relazione platonica con la regina spinge Rohan a chiedere un incontro vis-à-vis, portando l'intrigo ordito da Jeanne de La Motte a una macchinosità estrema: la contessa coinvolge Nicole Leguay, una prostituta celebre in tutta Parigi per la sua somiglianza con la regina, la quale riesce a ingannare Rohan facendolo precipitare nel pugno di Jeanne. 

Ritratto di Marie Antoinette, Elisabeth-Louise Vigee-Le Brun, 1788.

Marie Antoinette, Portrait

Ritratto di Marie Antoinette, Elisabeth-Louise Vigee-Le Brun, 1788.
Getty Images

Sicuro del suo amore, Rohan invia a una fantomatica Maria Antonietta ingenti quantità di denaro come pegno del suo affetto, il cui tramite è la contessa de La Motte, arricchitasi in poco tempo. Ed è qui che entra in gioco la collana. I gioiellieri Bohmer e Bassenge, fra i più richiesti dalla nobiltà francese per via dei loro rapporti con Madame Du Barry, favorita di Luigi XV, creano un gioiello monumentale, con un peso in libbre equivalente a 500 kg d'oro, con una lavorazione articolata di nastri e fiocchi, un capolavoro assoluto di alta gioielleria. Intenzionati a venderla a Maria Antonietta, si rivolgono alla contessa, che chiude l'accordo per la vendita. Lasciando come garanzia una lettera di credito del cardinale e impossessandosi della collana, i cui diamanti vengono poi venduti separatamente dal marito di lei, il Conte de La Motte, la contessa firma la sua condanna

Riproduzione della celebre collana di diamanti nota come 'Collier de la Reine' esposta a Versailles nel 1955.

Bijoux

Riproduzione della celebre collana di diamanti nota come 'Collier de la Reine' esposta a Versailles nel 1955.
Getty Images
Bozzetto della collana di diamanti creata da Charles Bohemer e Paul Bassenge, 1785.

The case of the Queen's necklace

Bozzetto della collana di diamanti creata da Charles Bohemer e Paul Bassenge, 1785.
Getty Images

Bohmer e Bassenge non ricevono mai il pagamento dovutogli da un inconsapevole Rohan e, di conseguenza, si recano dalla regina a chiedere le dovute spiegazioni - ciò che ricevono è l'espressione stupefatta e infastidita della sovrana, che venuta a conoscenza del coinvolgimento del Cardinale, non tergiversa nell'emanare un mandato di arresto. Rohan e Jeanne de La Motte vengono arrestati e processati e, mentre il primo viene assolto e poi esiliato nell'abbazia di la Chaise-Dieu, la seconda è condannata alla flagellazione, a essere marchiata e poi rinchiusa nella prigione per prostitute, la Salpêtrière.

Hilary Swank nei panni di Jeanne de La Motte nel film L'intrigo della Collana di Charles Shyer (2001).
Hilary Swank nei panni di Jeanne de La Motte nel film L'intrigo della Collana di Charles Shyer (2001).
Courtesy IMDB

Nonostante l'apparente innocenza di Maria Antonietta, l'Affare della Collana inasprisce l'opinione pubblica che non solo non nega il suo coinvolgimento, ma anzi vede in lei la principale artefice dell'intero scandalo orchestrato con l'intento di rovinare Rohan. Supposizioni confermate sia dai Mémoires di Jeanne de La Motte, fuggita in circostanze misteriose dalla prigione e rifugiatesi a Londra, sia dal palese scontento della regina nell'udire la sentenza di Rohan. 

Hilary Swank e Jonathan Pryce nei panni del Cardinale di Rohan nel film L'intrigo della Collana di Charles Shyer (2001).
Hilary Swank e Jonathan Pryce nei panni del Cardinale di Rohan nel film L'intrigo della Collana di Charles Shyer (2001).
Courtesy IMDB

Entrato nel mito, l'Affare della Collana ha dato vita a un filone letterario e cinematografico che esplora ogni possibile aspetto della vicenda, tramutando la regina in carnefice ed elevando Jeanne de La Motte a eroina pre-rivoluzionaria. Ciò che è certo è che l'affaire du collier è l'inizio della fine di Maria Antonietta.