Looking For Fashion?




Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi: intervista a Sofia Tchkonia


Tbilisi è uno dei poli più interessanti per la creatività a tutto tondo, con un focus particolare sul mondo della moda con la Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi, che in questi anni ha fatto conoscere la città grazie allo stile ricercato, post-punk in alcuni casi e sicuramente espressivo dei designer locali. Cosa è cambiato e cosa cambierà nella capitale georgiana nel periodo post-covid19? Ne parliamo con Sofia Tchkonia, fondatrice della fashion week di Tbilisi, che da molti anni guida e supporta la creatività locale, invitando editor e buyer da tutto il mondo e trasformando la città in uno degli hub in cui non si può mancare.

Eravamo quasi pronti per venire a Tbilisi e goderci la settimana della moda e la città. Cosa c’era in programma, quali erano i progetti e i protagonisti di questa stagione?

“Eravamo prontissimi per l'edizione di maggio della Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi quando è scoppiata la pandemia. Le collezioni, i nomi degli ospiti, le location, tutto era organizzato nel dettaglio, ma speriamo di tornare con nuove energie e nuovi progetti. La prossima stagione della MBFWT si svolgerà in una nuova sede inedita a Tbilisi, il Centro per l'arte e la cultura che aprirà nell'ex fabbrica della Coca-Cola. Le location industriali hanno ospitato artisti e artigiani per molti anni con eventi culturali e mostre. Ecco perché i 27.000 mq dell'ex fabbrica vengono riconvertiti con l’obiettivo di diventare un enorme hub, mettendo insieme tipologie diverse di arte, moda e artigianato per ospitare artisti da tutto il mondo, offrendo l'opportunità a fotografi e aspiranti designer di tenere seminari o presentare i propri lavori nelle gallerie. Come team della Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi siamo convinti che questo spazio ha molte altre potenzialità, per questo l’abbiamo scelto come nuova sede dell'evento che si tiene due volte l'anno. Inizialmente previsto per la nuova stagione della Mercedes-Benz Fashion Week a Tbilisi, all'inizio di maggio, il lancio del Centro per l'arte e la cultura è stato rinviato a causa dell’emergenza sanitaria, ma non è stato affatto cancellato. Quando le misure di contenimento saranno annullate in tutto il mondo, i professionisti dell'industria creativa dovranno fare i conti con un forte bisogno di cambiamento, e il centro culturale di Tbilisi potrebbe diventare un melting pot di idee. Concentrarsi sugli artisti e incoraggiarli a condividere il proprio lavoro con il mondo è fondamentale in un momento di riconsiderazione generale. Con designer selezionati, MBFW Tbilisi tornerà, e l'attenzione sarà rivolta soprattutto alla moda sostenibile e alle collezioni eco-compatibili. Questo sarà uno dei requisiti. Qualità e non quantità, è così che continueremo a lavorare”.

Qual è stata la risposta dell'industria della moda georgiana al lockdown e quali saranno le conseguenze della pandemia per la produzione e la creatività a livello locale secondo te?

“I creativi georgiani sono abituati a vivere in momenti di crisi perché la Georgia ha attraversato cambiamenti economici e politici per anni. Per quanto riguarda la creatività, non ho nessuna paura, più che altro dovremo affrontare difficoltà economiche, che dipenderanno molto dalla situazione globale. I designer georgiani vendono in tutto il mondo e il lockdown ha influito sulle vendite e sugli ordini. Dobbiamo trovare nuovi modi per sostenere la moda e gli stilisti georgiani”. 

La moda georgiana attira moltissimi addetti ai lavori da tutto il mondo, e il numero degli ospiti dell’evento aumenta ogni anno. È anche un momento molto favorevole per il turismo georgiano. Quali sono i progetti o le collaborazioni future per rilanciare la Fashion Week e sostenere i designer e l'intero sistema moda?

“Purtroppo non abbiamo istituzioni o organizzazioni che supportano economicamente l'industria della moda georgiana come quelle che operano in Italia, in Francia o negli Stati Uniti. Dobbiamo pensare noi a come gestire la crisi. Il mio team sta lavorando in questa direzione, e abbiamo deciso di istituire una commissione di esperti internazionali che guideranno i designer georgiani e li supporteranno. Durante questa crisi i nostri amici internazionali ci hanno sostenuto molto. Ogni giorno venivo contattata da persone di tutto il mondo che mi chiedevano come potevano aiutarci e sostenerci. Questa è la cosa più importante per noi, quello che ti fa andare avanti, perché capisci che non sei solo. Per ogni stagione a partire dal 2015 hanno partecipato circa cento rappresentanti della stampa internazionale e buyer, esperti di moda e figure di spicco del settore. L'interesse cresceva e i designer stavano guadagnando sempre maggiore visibilità, quindi vogliamo mantenere questo ritmo, e lavorare a più stretto contatto con i nostri partner e amici. Lo stesso vale per gli stilisti. La cosa positiva è che i designer non hanno perso l'ottimismo e sono pronti a lavorare, ascoltare, collaborare. La piattaforma MBFW Tbilisi per loro è molto importante, e noi non possiamo fermarci. Come dico sempre, la moda può essere il miglior “ambassador” per la Georgia”.

Cosa puoi dirci della piattaforma Be Next?

“Anche il Be Next Fashion Design Contest era previsto per maggio, e molti giovani designer avevano chiesto di prendere parte all’evento, che è molto importante e credo che adesso diventerà ancora più importante, perché offre ai giovani creativi il sostegno economico e la possibilità di studiare nelle scuole internazionali di tutto il mondo grazie alle borse di studio. Abbiamo cominciato a pensare seriamente ad aprire anche una scuola in Georgia e la cosa fantastica è che abbiamo gli spazi giusti per farlo. L'istruzione è uno dei problemi più grandi qui e pensiamo che questo sia il momento giusto per avviare questo tipo di progetto”.

A proposito di moda internazionale, qual è la tua speranza più grande per il futuro? Pensi che questa pausa forzata abbia aiutato l'industria a capire i problemi legati alla sovrapproduzione, ai problemi sociali, alla sostenibilità? Quali saranno i nuovi valori di riferimento?

“Spero che questa pausa possa aiutare a capire quali sono i veri valori, e non solo nella moda. Noi esseri umani dobbiamo capire che siamo un piccolissimo ingranaggio di un grande sistema e che dobbiamo prenderci cura del nostro pianeta. Non siamo noi i padroni, siamo solo una parte dell'universo, e penso che questo virus sia stato una lezione per tutti noi. Dobbiamo ricominciare da zero. Siamo stati costretti a fermarci e pensare quali cambiamenti vogliamo vedere, e dobbiamo essere noi quel cambiamento. Dobbiamo sempre ricordare che un certo tipo di potere (in questo caso un piccolo virus) può fermarci in qualsiasi momento. La moda aveva bisogno di cambiamenti, e spero di vedere solo cambiamenti positivi quando tutto questo sarà finito. Se concentriamo i nostri sforzi sul miglioramento della vita per tutti e non solo per noi, spesso a spese degli altri, possiamo davvero cambiare l’ ambiente, quello sociale e quello naturale”.