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Non procrastinare: 5 modi scientifici per farlo (e avere una vita più felice)


Obiettivo: non procrastinare 

Procrastinare deriva dal latino e significa ‘rinviare a domani’. È un atteggiamento umano irrazionale, perché anche se sappiamo che agire adesso è nel nostro interesse, decidiamo di rimandare inutilmente. Che ci crediate o no, il più delle volte procrastinare è un abitudine che si verifica senza nemmeno che ce ne si renda conto. È invece importante essere consapevoli delle nostre abitudini così da potercene liberare, altrimenti le conseguenze potrebbero essere difficili da sostenere. Secondo una ricerca che ha chiesto alle persone quale fosse il loro rimpianto più grande nel perdere un proprio caro, il rimorso di aver rimandato un incontro si è classificato al primo posto; le cose non fatte con i propri cari sono causa di grande sofferenza.

Quindi, perché lo facciamo? Tutto dipende da fattori come la distrazione, l'impulsività e una bassa autostima delle propria abilità a portare a termine ciò che ci si era prefissati. 

Ma ci sono misure da adottare – che si basano sulla scienza – per non procrastinare più e avvicinarsi alla vita che si desidera.

1. Imparare a tollerare il disagio iniziale\

Molto spesso, prima di iniziare un compito, ci sentiamo annoiati o proviamo una sensazione di fastidio. Vogliamo stare alla larga da questi sentimenti sgradevoli e il compito che li sta causando. Nonostante ciò ci faccia sentire meglio in quel momento, può incidere negativamente nel lungo termine. Quando le persone iniziano a procrastinare regolarmente, scelgono una gratificazione immediata rispetto a ricompense remote e traguardi futuri. Ovviare all’umore velocemente e ottenere un sollievo dallo stress non appena ci sentiamo a disagio diventa una priorità. Tuttavia, ritardare per sentirsi meglio può avere conseguenze dannose nel lungo termine, perché può portare a rimpianti, sofferenze e addirittura a disturbi mentali.

Se vogliamo smettere di procrastinare, anziché scappare dai sentimenti sgradevoli, sediamoci in loro compagnia per un po’. Identifichiamo le emozioni negative che emergono in noi mentre ci prepariamo a lavorare e continuiamo con i nostri compiti. Qualunque sentimento sgradevole sarà solo temporaneo e si dissiperà. Più impariamo a tollerare questo malessere di passaggio, maggiore sarà il nostro autocontrollo e saremo in grado di vederci in modo diverso. Iniziamo a vedere noi stessi come abili. E ciò darà origine alla motivazione.

2. Scegliere le emozioni su cui focalizzarsi\

Un’alternativa, è quella di scegliere le emozioni su cui focalizzarci. Forse potremmo aver voglia di imparare qualcosa di nuovo e diventare più abili o forse potremmo aspirare a una promozione: questi desideri sono sempre lì ad attenderci.

Abbiamo tutti un panorama interiore fatto di emozioni che proviamo in un dato momento e possiamo scegliere le emozioni del nostro panorama su cui focalizzarci. Perciò, invece di pensare a quanto odiamo iniziare un progetto, potremmo attingere al desiderio di arricchirci mentalmente o professionalmente. Ciò non solo renderà più semplice impegnarsi, ma renderà il nostro lavoro più significativo mentre ci connettiamo con i nostri valori e le nostre motivazioni.

3. Farlo in modo scorretto\

Un modo infallibile per smettere di procrastinare e diventare più motivati è la paura di farlo in modo scorretto. Potremmo sentirci paralizzati al pensiero di iniziare a lavorare su qualcosa, perché pensiamo di doverlo fare perfettamente, o che non possiamo iniziare perché non siamo capaci abbastanza. E per questo rimandiamo.

Invece di aspettare di essere più preparati o di averne voglia, mettiamoci subito all’opera. Ciò non si applica solo al lavoro, ma ogni qualvolta vogliamo prendere una decisione nella vita. Accettare di farlo anche in modo non pienamente corretto ci permette di agire subito e rende più semplice andare fino in fondo. Poi possiamo sempre perfezionare ciò che stiamo facendo in un secondo momento. Inizieremo a notare che l’avversione che avvertiamo nei confronti dei compiti da svolgere cambierà in eccitazione e disinvoltura.

4. Agire subito e la motivazione seguirà\

All’origine della procrastinazione c’è l’idea che domani avremo più voglia di farlo. Tuttavia, studi dimostrano che non siamo particolarmente abili nel predire come ci sentiremo in futuro. Sappiamo come vanno certe cose: mettiamo ad esempio che decidiamo di rinunciare alla caffeina, ma prima di farlo ci viziamo un’ultima volta. E subito dopo aver gustato il nostro ultimo caffè o tè, siamo portati a pensare che non sarà così difficile attenerci a questa nuova regola, ma non appena arriva la tentazione, siamo punto e a capo. Spesso, pensiamo che il modo in cui ci sentiamo adesso sarà il modo in cui ci sentiremo in futuro. La procrastinazione ci rende felici nell’immediato, perché ci permette di rimandare ciò che dovevamo fare, quindi crediamo che queste emozioni positive le avremmo anche il giorno successivo quando ritorneremo sul progetto. Ma non è mai così.

Sapere di non essere abili a predire o anticipare le nostre emozioni rende più semplice agire subito, perché ci permette di iniziare un compito anche se non abbiamo la motivazione per farlo. E paradossalmente, quando iniziamo a lavorare al nostro compito ci viene lo slancio per completarlo. E grazie allo slancio dato dall’azione immediata che possiamo vedere germogliare il seme della motivazione. Le persone credono erroneamente di doversi sentire motivate o di dover avere voglia prima di iniziare a fare qualcosa, ma è l’esatto opposto. La motivazione segue l’azione.

5. Sognare meno ad occhi aperti

Se vogliamo ridurre il tempo passato a procrastinare, bisogna sognare meno ad occhi aperti ed evitare che la mente vaghi. Quasi un terzo della metà dei nostri pensieri durante il giorno non ha niente a che vedere con il compito davanti ai nostri occhi o con ciò che accade intorno a noi. Passiamo troppo tempo a pensare ad altro e sui social. Ciononostante, le ricerche dimostrano che le persone che passano troppo tempo a sognare ad occhi aperti, hanno maggiore difficoltà a tornare ai loro obiettivi e a mantenere viva l’attenzione.

Inoltre, sognare a occhi aperti è qualcosa che può indurre dipendenza – più si sogna e più diventa difficile controllarsi, e questo può addirittura essere in qualche modo legato alla depressione. Spesso, quando fantastichiamo, rivolgiamo la nostra attenzione verso noi stessi, verso gli obiettivi non realizzati, o pensiamo a un’immagine idealizzata di noi stessi che non corrisponde alla realtà. Ciò può portare a ruminazione, che può trasformarsi in terreno fertile per la depressione. L’antidoto a questo problema è di focalizzarsi sul presente – sul compito da svolgere o su qualsiasi cosa abbiamo da fare. Questa è l’essenza della consapevolezza e la vera essenze del vivere.

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La dottoressa Olivia Remes è una ricercatrice di salute mentale presso l’Università di Cambridge