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Perle: come nascono e perché sono preziose


Le perle tra sapere, miti e leggenda

Una gemma le cui origini si mescolano con il mito: il mistero delle profondità marine e il fascino dei corsi dei fiumi. In passato si credeva che le perle fossero lacrime degli angeli o gocce di rugiada assorbite dal mare nelle notti di luna piena. Oggi ne conosciamo la genesi, eppure le perle non cessano di esercitare fascino e mistero, continuando a essere, come Botticelli ci insegnava già nella sua Nascita di Venere, simbolo di bellezza, fecondità e perfezione.

Le nuances di colore della perla sprigionano grazia e splendore: dal bianco al rosa, dall’argento al crema, e persino oro, verde, blu e nero. Oggi sappiamo che i colori delle perle variano a seconda del tipo di mollusco e dell’acqua in cui vive, ma fin dall’antichità la lucentezza della perla ha attratto l’uomo per la sua singolare bellezza. Questa tipica luminosità perlacea, detta oriente o smalto, dipende dalla disposizione a strati sovrapposti di laminette di aragonite e di strati di conchiolina in prossimità della superficie. Tale disposizione causa fenomeni di diffrazione della luce generando i colori dell’arcobaleno spesso osservabili nelle perle.

La Ragazza col turbante di Johannes Vermeer

Girl with a Pearl Earring by Jan Vermeer

La Ragazza col turbante di Johannes Vermeer
Fine Art

Persino l’etimologia della parola è incerta: potrebbe derivare dal latino perna, il nome di un mollusco, oppure dal termine sphaerula, che rimanda alla forma sferica della gemma. Può essere piccola come la capocchia di uno spillo o grande come un uovo di piccione: la perla più grossa esistente (perla Hope, conservata al South Kensington Museum di Londra) è lunga 5 cm e pesa 454 carati.

Esistono le perle naturali, formatesi in natura senza l’intervento dell’uomo, sia in mare sia in acqua dolce (le perle di fiume) e poi vi sono quelle coltivate, nate in seguito a stimolazione umana. Ad oggi le seconde costituiscono oltre il 90% del totale delle perle in commercio. 

La coltivazione delle perle è assai antica: fin dal XIII secolo in Cina venivano incollati sulla parete interna delle conchiglie piccoli oggetti, in modo che fossero ricoperti di sostanza perlacea, così come sembra che le perle sferiche fossero coltivate nei molluschi di fiume già nel 1761 dal naturalista svedese Carlo Linneo.

Lady D

Princess Diana Banquet Canada

Lady D
Tim Graham

Dalla narrazione al significato

Gli Ebrei conoscevano la perla donata da Abramo alla schiava Agar, di cui la moglie del patriarca, Sarah, era profondamente gelosa, e poi quella che il saggio re Salomone portava in fronte.

In Grecia le perle divennero famose nel periodo ellenistico grazie ai bottini di guerra di Alessandro Magno di ritorno dai territori asiatici; esse erano sacre ad Afrodite e, come emblema dell’amore e del matrimonio, ornavano, sempre al tempo di Alessandro Magno, l’orecchio destro degli uomini.

Si narra che la regina Cleopatra fece tappezzare la sua tomba di perle. I Brahamani consideravano la perla capace di allungare la vita e la incastonavano sulla fronte di Shiva, come simbolo dell’Ajna, il terzo occhio, Chakra (centro di energia sottile) della visione interiore.

Essa possiede le virtù della Luna e di Giove, rende casti, prudenti, intuitivi e resistenti alla seduzione; cementa le amicizie, dona soccorso in tempi difficili, protegge i bambini, apportando loro salute e felicità; ispira l’amore. Forse per questo, anche in tempi moderni, non c’è niente che completi l’abito da sposa e vi aggiunga fascino quanto un bel gioiello con le perle: simboleggia l’amore, la purezza e si ritiene porti felicità e prosperità al matrimonio.

I siti più importanti

I siti che forniscono la migliore qualità di perle (di colore rosato o bianco crema) sono stati per lungo tempo quelli del Golfo Persico, dove si pescavano perle già dall’antichità. Anche nel golfo di Mannar (tra l’India e Ceylon) si trovano antiche zone di pesca (perle di colore rosa-rosso e giallo tenue), ma qui le perle sono per lo più piccole (le cosiddette perle di seme). 

Altre località di pesca significative sono le coste del Madagascar, del Myanmar, delle Filippine, molte isole del Pacifico meridionale, dell’Australia settentrionale, e infine le zone costiere dell’America Centrale e del Sudamerica settentrionale. 

In Giappone si trovano per lo più perle coltivate.

Le più belle perle del passato

Luigi XIV di Borbone, detto il Re Sole, date le sue possibilità economiche illimitate, amava regalarne in grande quantità alla sua amata Maria Mancini, che è infatti spesso ritratta con collane composte da perle sferiche di notevoli dimensioni e orecchini con perle a goccia.

La “Régente” o “perla di Napoleone” è una perla dal peso straordinario di 302 grani – equivalenti a 75 carati –  tra le più grandi e belle al mondo, sopravvissuta alla Rivoluzione Francese e alla rivoluzione di Russia. Nel 2005 La Régente è stata battuta all’asta di New York da Christie’s per 2,5 milioni di dollari.

La Régente
La Régente

Perfezione, eleganza, mistero definiscono la bellezza delle leggendarie perle Baroda, una delle collane di perle – originariamente a 7 fili – più importanti al mondo, un tesoro inestimabile di perle naturali che un tempo faceva parte del tesoro Baroda,  datato all’epoca Mughal, la più importante dinastia imperiale indiana che dominò i territori tra il Cinquecento e il Settecento.

Il quarto, quinto, sesto e settimo filo di perle dell’originaria collana con anello e spilla annessi vennero venduti nella casa d’aste Christie’s per la cifra di $7,096,000 nell’aprile 2007 a New York. 

Tutte le conchiglie possono generare perle, ma non tutte sono rare e pregiate: la Peregrina è una delle perle più famose al mondo, non solo per le sue dimensioni, 203 carati, ma anche per la sua perfetta forma a pera e per il suo bianco brillante. Fu scovata nel sedicesimo secolo al largo della costa di Panama e consegnata al re Filippo II di Spagna, che donò la gemma alla sua sposa, regina Maria di Spagna. Più tardi la gemma appartenne alla Regina Margherita, moglie di Giuseppe Bonaparte.

Nel 1969, la Peregrina fu acquistata dall’attore Richard Burton come regalo alla moglie, Elizabeth Taylor.

La “Peregrina”

'La Peregrina,' a natural pearl, culture

La “Peregrina”
AFP

La “Peregrina” non va confusa con la famosa perla “Pellegrina”, pescata al largo delle coste dell’America del Sud. Questa perla fu pescata al largo delle coste dell’America del Sud e faceva originariamente parte dei gioielli della corona spagnola. Nel diciottesimo secolo fu portata dall’India alla Russia. La Pellegrina riemerge dall’anonimato nel 1987, per essere affidata a Christie’s ed essere messa all’asta: questa perla eccezionale viene venduta per ben 463.800 $.

Non di solo bianco…

Le perle Melo fanno parte delle gemme più ambite. Si trovano principalmente lungo la costa della Birmania, della Thailandia e del Vietnam. L’interesse per le perle Melo ebbe inizio alla fine del 1990, quando si vociferava di perle straordinarie e dotate di un naturale colore arancione, conservate all'interno di uno scrigno che portava il sigillo della famiglia imperiale del Vietnam.

Durante l’asta Christies’s che ebbe luogo a Hong Kong nel 1999, di fronte all’incredulità e allo stupore dei presenti, una perla di 23 millimetri raggiunse la somma di $ 488’000.

Le perle Melo, con meno di un migliaio di belle perle in circolazione, rimangono un’incognita e sono pochi i gioiellieri ad avere la possibilità di maneggiare queste gemme nelle loro creazioni: celebri Chopard e Boghossian. 

Le perle naturali nere e grigie sono molto rare: pochissime collane di questo tipo sono state messe in vendita negli ultimi 50 anni. Il caso più famoso è quello di “The Nina Dyer Black Pearl Necklace”, venduta a Ginevra da Christie’s nel maggio 1969.

N. Dyer black pearls
N. Dyer black pearls

Valore

La valutazione delle perle dipende da forma, colore, dimensione e lucentezza. La forma sferica è la più pregiata. Le perle semisferiche con una parte appiattita si chiamano perle bouton o perle a bottone, quelle di forma irregolare perle barocche o scaramazze. La valutazione delle perle è basata sullo schema seguente: il peso viene moltiplicato per se stesso e questo valore viene poi moltiplicato per un indice di mercato. 

Come avere cura delle perle

Sia il clima secco sia l’umidità eccessivi sono dannosi. Le perle sono sensibili anche agli acidi, al sudore, ai cosmetici e alle lacche per capelli. Poiché le perle hanno scarsa durezza, si graffiano facilmente. Quindi, nel portarle, nel togliersele e nel riporle è bene non farle mai sfregare con un metallo. Un segreto per mantenerle sempre splendenti è indossarle spesso soltanto dopo aver utilizzato creme o lacche (bisogna dare tempo alle creme di esser assorbite e all’alcool di evaporare).

Un tuffo tra le celebrities

Le perle rinascono all’insegna della modernità. La designer Julie Nielsdotter predilige perle nei toni pastello a creare un gioco di contrasti: “gli orecchini Pearl stick abbinano una sottile barretta in oro a una perla d’acqua dolce dalle forme irregolari mentre nel modello Sunray Pearl, perle perfettamente sferiche si annidano nell’incavo curvilineo della barretta in oro ondulata”.

Ironici e giocosi i gioielli dell’artista giapponese Akiko Kurihara, che ci colpisce con le sue perle dipinte a mano a creare un susseguirsi di smorfie e di visi.

Akiko Kurihara
Akiko Kurihara

I brand si sbizzarriscono punteggiando di perle abiti e accessori: una pioggia di bellezza e di colore, il trend della primavera 2020. E le celebrities non sono da meno: dai collier più eleganti a quelli più fitti di fili di perle, dalle nuances più classiche ai toni grigi e neri. Le perle fanno capolino anche nella moda uomo: Harry Styles, il cantante di Lights Up, ha scelto le perle come ornamento prediletto da indossare intorno al collo. Sarà un caso? O è quel gusto classico e senza tempo che non viene mai meno? Lo si riassume nel famoso adagio: “un filo di tacco, un filo di trucco… un filo di perle”. 

Harry Styles

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Harry Styles
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